Monitoraggio della crisi socioeconomica a livello regionale


Lo studio analizza il contesto attuale della crisi geopolitica continentale, rilevando alcuni risultati utili per stimare i rischi e interpretare gli effetti a livello regionale della variazione congiunturale di determinati indicatori d’interesse, così come l’impatto sulla qualità di vita dei cittadini e sulle attività economiche della Città di Lugano. L’attuale scenario sta compromettendo l’assetto economico globale incidendo sulle prospettive di crescita economica delle economie avanzate. L’aumento dell’inflazione e dei tassi d’interesse potrebbe indebolire, nel medio periodo, le amministrazioni pubbliche centrali e locali, peggiorando le prospettive evolutive del debito pubblico. Inoltre, come noto, le problematiche di approvvigionamento del gas determinano un aumento del prezzo dello stesso e dell’elettricità. L’incremento dei prezzi delle materie prime e dei costi di produzione, direttamente correlato a questa contingenza, potrebbe causare un aumento della disoccupazione e/o del numero di fallimenti e liquidazioni aziendali.

Per quanto riguarda la Città di Lugano, in base alla composizione del tessuto economico locale che vede una maggioranza di aziende attive nel settore terziario (in grado di attuare manovre correttive per contenere l’aumento dei costi: telelavoro, politiche di risparmio energetico, ecc) è prevedibile che il 15%-20% circa delle attività economiche (primario, secondario e logistica e dei trasporti) siano esposte agli incrementi dei costi di produzione e, in particolare, energetici. Considerata l’elevata dipendenza dall’olio combustibile per l’alimentazione degli impianti di riscaldamento delle abitazioni, la popolazione soggetta a incrementi nei prezzi dell’energia e del gas corrisponde a circa il 30%-40%. Il rialzo dei costi di cassa malati, deducibili dal reddito imponibile, potrebbe causare una diminuzione del reddito imponibile medio dei cittadini luganesi tra lo 0.8% e il 2.7%, e quindi del gettito fiscale. In generale, gli aumenti dei prezzi e dei costi fissi comporteranno presumibilmente una diminuzione del reddito disponibile delle famiglie: del 6.1% per una persona sola e del 21.2% per una famiglia di quattro componenti. Nel complesso, si potrebbe assistere a un aumento delle migrazioni di economie domestiche a medio-basso reddito verso comuni dal costo della vita più contenuto e a un incremento delle richieste di assistenza sociale.

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